Razzisti a parole (per tacer dei fatti) moreUscito il 13 ottobre 2011 |
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Federico Faloppa è lecturer di Linguistica italiana nel Department of Modern Languages dell’Università di Reading. Ha insegnato nelle Università di Birmigham, Granada, Torino e allo University College di Londra. Ha pubblicato, tra l’altro, Lessico e alterità (Edizioni dell’Orso 2000), Parole contro. La rappresentazione del diverso (Garzanti 2004) e il saggio Le calunnie etniche nella lingua italiana nell’opera La cultura italiana (diretta da Luigi Cavalli Sforza, Utet 2009). Da dieci anni svolge attività di formazione e consulenza su argomenti linguistici e interculturali per enti pubblici e organizzazioni non governative.
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(per tacer dei fatti)
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disuguaglianza
“Non sono razzista, ma non ne posso più”; “Non sono razzista, ma sto diventando intollerante”; “Non sono razzista, ma i neretti nel parcheggio dell’Ipercoop hanno rotto”. “Non sono razzista, ma…”, è una frase molto diffusa in Rete e nel parlare comune, anche quello politicamente corretto. Federico Faloppa, con esempi tratti dal linguaggio politico e mediatico degli ultimi vent’anni, mostra quanto nessuno sia al riparo dall’imbarbarimento verbale, e quanto ci appaia ormai accettabile ciò che invece dovrebbe ancora indignarci.